Nel 1962 James D. Watson vinceva il Nobel per la medicina. Una decina di anni prima, a 24 anni, assieme al collega Francis Crick, spiegavano la struttura del DNA con un modello tanto semplice quanto geniale: le teorie di Schroedinger che volevano il segreto della vita nascondersi in una struttura simile a un "cristallo aperiodico" si erano rivelate vere, e il mondo aveva un nuovo punto di partenza. Vero è che Watson è stato il più giovano premio Nobel della storia, vero altrettanto che entrava all'università di Chicago a soli quindici anni, nel 1943, per divenire ornitologo cinque anni più tardi. Ma l'incontro con Francis Crick, la lettura di "What is life?" di Schroedinger, e Cambridge in Inghilterra, cambiarono radicalmente il modo di vedere le cose: a chi, facendone menzione, non sale alla mente senza dubbi la struttura a doppia elica del DNA?
Dietro tutto ciò, la storia di un ragazzo, delle debolezze che circondano un mondo che dall'esterno sembra di cristallo, corrotto meravigliosamente (e per fortuna!) anche dal male d'amore, l'ambizione, il metodo scientifico e un paio di foto su Life e giornali a grande diffusione perchè, a dire di Watson, avrebbero attirato l'interesse del genere femminile. La doppia elica.


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